Mala tempora currunt – “Pensieri di traverso”

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di Vincenzo Siino Ministra Azzolina, se ci sei batti un colpo! Attendo fiducioso una sua decisa presa di posizione relativamente al caso del Dirigente scolastico Alfonso D’Ambrosio perché è proprio vero: la forza di una democrazia si vede dal modo in cui reagisce al dissenso. E va da sé che in Italia siamo messi davvero male su questo fronte, se è vero, come è vero, che basta una critica per nulla sguaiata per fare scattare l’avvio di un provvedimento disciplinare, ai danni di un dirigente che si è limitato a constatare l’esistenza di alcuni problemi interni alla scuola, fondato su tre accuse: “violazione del Codice di comportamento dei pubblici dipendenti”, “violazione dei principi di leale collaborazione”, violazione dell’articolo 26 del Contratto di lavoro”. Qualcuno si aspetterebbe che sono volati paroloni e magari qualche sedia e invece no, solo perplessità sul fatto che è da un pò che non si parla dei veri problemi della scuola e sulla gestione della crisi di questi mesi, affermazioni né ingiuriose né aggressive. Per capire meglio il tono di quello che è stato avvertito come la volontà di andare allo scontro, mi pare opportuno riportare questa affermazione del Dirigente scolastico: “Ho ascoltato l’intervista della ministra… Alla fine si capisce chiaramente che lei ci crede, crede nella scuola più di tanti che l’hanno preceduta. Ma è debole, si vede. Fa quasi tenerezza”. Ma a voler leggere tra le righe c’è dell’altro. Questo episodio, insieme ad altri simili recentemente accaduti, andrebbe, a mio parere, letto con occhiali diversi, all’interno di una cornice “altra”, e precisamente come il frutto avvelenato di una politica che ha abdicato alla sua ispirazione democratica, non riuscendo più a gestire le voci di dissenso che si levano all’interno della società. Siamo in presenza, cioè, del tentativo, purtroppo riuscito, di criminalizzare tutti quei comportamenti sgraditi al potere, anche se ineccepibili sotto diversi profili. La volontà di escludere la base sociale dalle scelte che riguardano tutti i cittadini, il rinchiudersi nelle stanze del potere non ascoltando i reali bisogni della società, stanno alla base delle frequenti torsioni a cui viene sottoposto il regime democratico, torsioni che arrivano a metterne in discussione la sua stessa essenza. Il progressivo smantellamento della sanità pubblica, che ha ridotto ad azienda un servizio che dovrebbe avere come unica finalità il benessere dei cittadini, le politiche adottate in ambito scolastico che hanno prodotto lo scadimento di un altro servizio essenziale alla crescita della società, attraverso scelte che non sono mai passate attraverso il coinvolgimento dei diretti interessati, famiglie ed insegnanti, i cosiddetti “stakeholder” e, infine, “last but no least”, il continuo ricorso alla decretazione d’urgenza “et similiora” che di fatto esautorano il potere del Parlamento, sono tutte sciagurate scelte che hanno inferto colpi mortali alla democrazia e hanno dato luogo al progressivo disamoramento dei cittadini nei confronti della vita politica. Quello che è in discussione, dispiace affermarlo, è il principio di sovranità sancito dalla Costituzione italiana nel suo primo articolo, quel principio per cui vero detentore del potere è il popolo, la cui voce, però, è sempre più inascoltata, anche quando viene chiamato a decidere direttamente attraverso lo strumento referendario. Perché è certamente vero che, anche quando il popolo si è espresso contro alcune leggi votate dal Parlamento, si sono sempre trovati degli “escamotage” per non dare seguito alla volontà popolare. Quando il vero problema diventa quello che è stato definito l'”eccesso di democrazia”, allora vuol dire che ci si è avviati tristemente sul viale del tramonto di quello che doveva essere, e non è stato, il fiore all’occhiello della nostra civiltà: la democrazia, appunto. Nella foto: la Ministra Lucia Azzolina

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