Il banchiere, la scuola e la democrazia

Ma davvero signor banchiere la scuola è fondamentale per la democrazia? Proprio lei, sostenitore della dottrina iperliberista (la Grecia dovrebbe impedirle di dormire sonni tranquilli!), ha il coraggio di esaltare la funzione della scuola, dopo che ha assistito compiaciuto alle politiche austeritarie (di cui rappresenta la testa di ariete) che hanno colpito scuola e sanità, guarda caso i due settori che oggi soffrono maggiormente. E sa perché, signor banchiere, sono in sofferenza? Le potrà dispiacere sentirselo dire (visto che i giornalisti che dovrebbero farglielo notare sono impegnati ad applaudirlo) ma la causa sta proprio nei decenni di tagli cui l’Europa ci ha costretti, quella Europa mascalzona che lei ha fatto di tutto per salvare dalle politiche di giustizia sociale, facendo, infatti, pagare il prezzo del salvataggio ai soliti ceti medi e meno abbienti; perché le ricordo che durante questi anni di crisi i miliardari sono aumentati, mentre la gente comune ha visto perdere potere d’acquisto e servizi che sono stati demandati al privato, che ha goduto di tutti quei benefici sottratti al pubblico. Adesso ci viene a dire che la scuola rappresenterebbe un baluardo a difesa della democrazia? Se tutta la forza e il decisionismo che siete riusciti a dimostrare è il pugno di ferro contro la DAD che dite, giustamente, aumenta le diseguaglianze, vi ricordo, oh Migliori!, che le disuguaglianze non sono nate oggi con la DAD, ma sono il frutto avvelenato delle inique politiche di risparmio che hanno fatto aumentare a dismisura il numero di alunni per classe, le cosiddette “classi pollaio”, per combattere  le quali non avete speso una lira, e che hanno impedito di investire nell’edilizia scolastica. Basterebbe che lei si scomodasse ed andasse a visitare le aule delle scuole nelle quali i nostri ragazzi trascorrono almeno sei ore al giorno, per rendersi conto che tanto si sarebbe dovuto e potuto fare solo che si fosse voluto, per  dare ai giovani il segno della presenza dello Stato, che indegnamente la nostra classe politica rappresenta. Ma la categoria degli insegnanti, della quale faccio parte, ha le sue colpe essendosi fatta passare sulla testa tutte le riforme che hanno contribuito allo stato di degrado raggiunto dal nostro sistema formativo, che pare più  preoccupato di formare lavoratori senza un futuro che cittadini attivi, di cui, in verità, anche voi Migliori avete paura, nonostante le dichiarazioni di intenti che hanno il pregio per voi principale: quello di essere a costo zero.