Il patto per la lettura della città di Bologna

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La Città di Bologna ha elaborato il Patto di Bologna per la lettura con l’obiettivo di dotarsi di uno strumento dinamico e aperto per promuovere, in modo organico, la lettura e la passione per i libri in tutte le loro forme. La finalità è raccogliere e coordinare iniziative aventi ad oggetto la lettura. I cittadini, istituzioni e gruppi potranno presentare la propria adesione fino al 31 ottobre. Il Patto intende promuovere la lettura come strumento di diffusione della conoscenza e di coesione sociale e si propone come uno strumento dinamico a cui possono aderire i soggetti pubblici e privati che intendono sostenere progetti per la promozione della lettura e dei libri in ogni loro forma. L’obiettivo è ampliare la base dei lettori, avvicinando alla lettura chi non legge abitualmente. Il Comune di Bologna – come capofila del Patto – attraverso l’Istituzione Biblioteche e in collaborazione con i soggetti aderenti, le istituzioni scolastiche e le associazioni di categoria, promuove progetti di inclusione sociale per la realizzazione di laboratori di lettura collettiva con la partecipazione e l’integrazione di persone con disabilità e Differenze Specifiche dell’Apprendimento. E, in collaborazione con i Quartieri e le associazioni territoriali, intende promuovere progetti di lettura condivisa nelle scuole, nei centri sociali, nelle strutture di assistenza, negli ospedali, nelle carceri, come strumento di incontro e conoscenza con l’obiettivo di superare barriere generazionali, sociali, culturali, linguistiche. Il Patto intende altresì promuovere, in collaborazione con operatori dello spettacolo dal vivo, laboratori di lettura ad alta voce e musica, per valorizzare il potere creativo e aggregante della lettura vissuta come esperienza collettiva. Fonte: Iperbole rete civica comune di Bologna – http://www.comune.bologna.it/pattoperlalettura

Direttore Responsabile Capace talvolta di sconfinare nella poetica, per la “morbidezza” della sua penna, se dovessimo attribuire a Francesco Siino una collocazione di tendenza potremmo definirlo un “giornalista maledetto”. Appassionato, generoso e coinvolgente, politicamente moderato, è stato, sin dagli albori della sua carriera un giornalista fai-da-te. Siciliano di nascita e bolognese di adozione, a soli diciassette anni collaborava già con due dei tre quotidiani della Palermo di allora: Telestar e L’Ora, curando inizialmente pagine sportive.