Venerdì 20 luglio alle Cucine Popolari del Centro Sociale Comini

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Sembra ieri, quando le Cucine Popolari erano ancora un desiderio, un progetto o forse solo una speranza… eppure sono trascorsi tre anni da quando la solidarietà bolognese, e non solo, ha partorito il primo vero esperimento di social food, di mensa laica che, ai propri commensali, non chiede nazionalità, religione, età, sesso o altri requisiti, ma solo il nome, perché in famiglia ci si chiama per nome. Tra pochi giorni compie tre anni ed è bello sapere che nel frattempo si sono aggiunte altre due sorelle. Cresce la Cucina Popolare, bella e robusta con la bellezza semplice delle donne che hanno coraggio, cresce grazie all’aiuto quotidiano dei tanti volontari, del supporto della cittadinanza e dei quartieri. Diventa grande e robusta, perché il vero ingrediente che contraddistingue questo insolito ristorante è: l’Inclusione. Ingrediente sempre più raro, in questi giorni bui spesso è introvabile… e quel pò che si riesce a raccogliere nel cuore della gente, spesso viene aggredito dalla gramigna nera della paura, del razzismo e dell’indifferenza. Ma l’erba cattiva, a volte, si sconfigge anche solo con un sorriso e basta entrare in una delle tre Cucine all’ora di pranzo per capire che qui il cibo si condisce con la gioia. Come si fa a non festeggiare i primi tre anni di una creatura adottata dalla città di Bologna, ma che ha tante mamme e tanti papà, che non parla una sola lingua e ha tanti nomi, se non con una torta larga come un abbraccio, lo stesso che, da tre anni, ogni giorno regala ai suoi ospiti? Allora se vuoi fare gli auguri alle Cucine Popolari, vieni il 20 luglio ore 19.30 al Centro Sociale Comini via del Battiferro/Via Fioravanti 68, Ti aspettiamo…

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Direttore Responsabile Capace talvolta di sconfinare nella poetica, per la “morbidezza” della sua penna, se dovessimo attribuire a Francesco Siino una collocazione di tendenza potremmo definirlo un “giornalista maledetto”. Appassionato, generoso e coinvolgente, politicamente moderato, è stato, sin dagli albori della sua carriera un giornalista fai-da-te. Siciliano di nascita e bolognese di adozione, a soli diciassette anni collaborava già con due dei tre quotidiani della Palermo di allora: Telestar e L’Ora, curando inizialmente pagine sportive.