Ability Park al Velodromo di Bologna

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Con il contributo della Fondazione Carisbo, il progetto promosso dall’Associazione Vivere la Città intende realizzare un’area sportiva attrezzata, sicura e personalizzata, dedicata allo svolgimento di attività motoria controllata per persone abili, abili con patologie associate e diversamente abili con ridotta capacità motoria (utilizzatori di sedia a rotelle). L’obiettivo è favorire la creazione, per la prima volta a Bologna nel parco pubblico del Velodromo, di un’area per facilitare l’attività sportiva, e così anche quella inclusiva di persone fisicamente svantaggiate, promuovendo una diversa forma di welfare sociale filantropico. È noto che una regolare attività fisica, anche d’intensità moderata, contribuisca a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita così come, al contrario, la scarsa attività fisica è scientificamente considerata un fattore di rischio per l’insorgenza di alcune malattie oggi più frequenti; inoltre, l’attività motoria controllata risulta essere benefica anche al miglioramento della sintomatologia, e quindi della qualità della vita, di altre patologie quali il Parkinson e numerose malattie neurodegenerative progressive. I soggetti con ridotta capacità motoria o in sedia a rotelle, potranno circolare all’interno del percorso senza barriere in modo confortevole e adoperare attrezzi accessibili, funzionali allo svolgimento di programmi dedicati non solamente all’attività aerobica e anaerobica: anche gli ipovedenti potranno fruire l’area attrezzata mediante indicazioni in Braille. ABBIAMO ISTITUITO UNA RACCOLTA FONDI IN CROWDFUNDING “O TUTTO O NIENTE” PER TRASFORMARE QUESTO PROGETTO IN REALTA’. DONA ANCHE TU! Puoi farlo sulla piattaforma di ideaginger https://www.ideaginger.it/progetti/ability-park.html Cliccate su SOSTIENI (20€, 40€, 60€, 100€, 500€ o importo libero) e successivamente arriveranno le istruzioni per il

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Direttore Responsabile Capace talvolta di sconfinare nella poetica, per la “morbidezza” della sua penna, se dovessimo attribuire a Francesco Siino una collocazione di tendenza potremmo definirlo un “giornalista maledetto”. Appassionato, generoso e coinvolgente, politicamente moderato, è stato, sin dagli albori della sua carriera un giornalista fai-da-te. Siciliano di nascita e bolognese di adozione, a soli diciassette anni collaborava già con due dei tre quotidiani della Palermo di allora: Telestar e L’Ora, curando inizialmente pagine sportive.