I grandi album: “AVERTI ADDOSSO”

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di Sergio Fanti Dopo il successo degli anni ‘60, Paoli negli anni ‘70 stentò molto a conservare il consenso popolare. Le sue produzioni in quel decennio furono oscure, di grande poeticità ma un po’ spigolose per il pubblico. Dopo un album doppio (Il mio mestiere) pubblicò nel 1980 un disco con le canzoni di Piero Ciampi, che era da poco scomparso. Ma il vero ritorno discografico avvenne nel 1984, con un Q-disc (come si chiamavano allora gli ep) di 4 canzoni. Breve ma intenso, fu un ritorno bellissimo. Per Gino si trattò di un vero e proprio “voltar pagina”, grazie alla caparbietà del nuovo manager Michele Torpedine e al discografico Vladimiro Albera.
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Il sound nuovo di cui si avvale è frutto della collaborazione con alcuni musicisti napoletani. Il maestro Adriano Pennino, che oggi è un arrangiatore di successo, diede alle canzoni di Paoli una nuova freschezza e musicalità. Il disco comincia con “Averti addosso”, ormai un classico, una canzone d’amore travolgente, con due giri armonici collaudatissimi da Paoli: quello “francese” nella strofa e quello “italiano” nel ritornello. Il concetto di “averti addosso come” cui seguono similitudini “…come una camicia, come una tasca, come un giorno di sole” pervade lo sviluppo del testo. “Io so perché l’amore” è un altro capolavoro di poesia in forma canzone: “il mio amore ha gli occhi come due carezze, come due piccole carezze stanche”, “il mio amore ha il cuore come una credenza che è sempre piena di parole buone e che conserva i sogni più felici”. E anche lo spazio del cosiddetto “inciso” è di notevole pregio musicale, con una sezione d’archi che accompagna la voce e poi crea un piccolo insert prima di ritornare alla strofa finale. Eleganti ricami di pianoforte impreziosiscono l’incisione. Poi c’è la riproposta de “Il cielo in una stanza” che in questo disco prende una seconda vita, con una voce più consapevole, e con arrangiamenti che si sganciano dalle limitatezze degli anni sessanta. “Genova non è la mia città” è una dedica bellissima, di stupore e meraviglia e amore per Genova, passando attraverso l’amore di una donna. Un album molto concentrato, breve ma concentrato. Ogni canzone è forte e non ci sono canzoni secondarie. Con questo lavoro Paoli disse “sono tornato sul serio”. L’anno dopo ci fu l’album importantissimo contenente “Una lunga storia d’amore”,  e a seguire cominciò la tournée epocale con Ornella Vanoni.
“raccontare la musica” Cantautore e compositore bolognese, è un profondo conoscitore della musica cantautorale italiana. Ha recentemente messo in scena alcuni lavori teatrali riguardanti i cantautori genovesi degli anni ’60.