Mostra di SILVANA CHIOZZA a CITTA’ DELLA PIEVE (PG) 07-25 luglio 2020

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La mostra personale dell’artista italo-argentina SILVANA CHIOZZA sarà inaugurata il 7 luglio a Villa WIRTH di Città della Pieve, delizioso paese al confine tra Umbria e Toscana. Lo spazio, dedicato ad eventi culturali, fa parte ora dell’Hotel Vannucci di proprietà di Roberto E. Wirth, quinta generazione di una famosa dinastia di hoteliers e già proprietario del bellissimo Hotel Hassler di Roma, il 5 stelle lusso situato sulla sommità della Scalinata di Trinità dei Monti. SILVANA CHIOZZA, nata a Buenos Aires e figlia d’arte (il nonno Juan Chiozza è stato un pittore argentino molto conosciuto) oggi vive tra Roma e Cetona (Siena) e per anni ha fatto della pittura figurativa di paesaggio il suo linguaggio espressivo principale. Ha ritratto paesaggi delle più belle città italiane, come Venezia, Capalbio, Roma, le colline toscane, Assisi, e Spoleto. Poi il cammino verso l’astratto, la cui esplorazione ha portato Silvana a realizzare nuove opere dove figurativo e astratto si incontrano, dove terre e acrilico si mischiano, dove il tratto dell’artista è più casuale e dove l’improbabile aiuta la lettura e dà più spazio all’immaginazione. La mostra “IL PAESAGGIO REALE VISIONARIO” esprime pienamente questo passaggio. E’ stata curata dal critico d’arte Massimo Scaringella, che dice di lei: “Negli ultimi tempi i suoi paesaggi si sono trasformati, con una evoluzione romantica, in una espressione visiva di forte derivazione informale, caratterizzando il suo lavoro in due linee parallele, puramente estetiche, ma convergenti, nella visione dello spettatore, che è portato dalle sue opere a una rilettura del paesaggio secondo una visione onirica della realtà, cercando di assimilarla alla sua visione”. L’illusione di vedere oltre si trasforma per lo spettatore in pura poesia. Nella foto: Veduta di Città della Pieve INFO ESPOSIZIONE: Villa WIRTH – Viale Icilio Vanni, 3 – Città della Pieve (PG) Dal 8 al 25 luglio – Tutti i giorni 10.30-12.30/17.00-19.30 – ENTRATA LIBERA

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Direttore Responsabile Capace talvolta di sconfinare nella poetica, per la “morbidezza” della sua penna, se dovessimo attribuire a Francesco Siino una collocazione di tendenza potremmo definirlo un “giornalista maledetto”. Appassionato, generoso e coinvolgente, politicamente moderato, è stato, sin dagli albori della sua carriera un giornalista fai-da-te. Siciliano di nascita e bolognese di adozione, a soli diciassette anni collaborava già con due dei tre quotidiani della Palermo di allora: Telestar e L’Ora, curando inizialmente pagine sportive.