DECRETO MILLEPROPROGHE Confabitare a fianco dei proprietari immobiliari sulla proroga degli sfratti

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Comunicato Stampa Foto iStock CONFABITARE – Associazione Proprietari Immobiliari – vista la proposta contenuta nel “Decreto mille-proroghe” di sospendere, fino al prossimo 30 giugno 2021, la sola esecuzione degli sfratti per morosità, pur con le riserve che si evidenziano di seguito, sottolinea come la decisione di consentire, invece, l’esecuzione degli sfratti per finita locazione sia una scelta positiva che accoglie, nei fatti, le numerose proposte fatte in questi mesi al Governo ed ai Gruppi parlamentari dalla nostra Associazione. L’attuale emergenza sanitaria, infatti, non ha avuto e non può avere alcuna influenza sulla situazione di coloro ai quali i locatori hanno inviato disdetta e per i quali, magari da ben più di un anno, il giudice ha sentenziato che il contratto è cessato e che l’immobile deve essere rilasciato. CONFABITARE è, invece, estremamente preoccupata che il Parlamento possa convertire così com’è il Decreto, bloccando l’esecuzione degli sfratti per morosità non al 31 marzo, come veniva detto fino a poco prima di Natale, ma al 30 giugno, portando così nei fatti il blocco a 18 mesi da quando è scoppiata la pandemia. Il provvedimento, a suo tempo introdotto sul presupposto di voler fronteggiare le conseguenze economiche causate dal Covid-19 sul comparto locazioni, in realtà – pur essendo giunti alla fine del 2020 – ancora non coinvolge veramente i contratti “colpiti” dall’emergenza – se non in casi isolati e molto particolari – essendo infatti ancora troppo presto perché le loro cause si riversino nei tribunali, mentre concede a tutti gli effetti un salvacondotto sulle morosità antecedenti, anche di anni, il manifestarsi dell’epidemia. Così facendo si mettono sullo stesso piano le c.d. “morosità incolpevoli” (fra le quali rientrano a pieno titolo quelle dovute al Covid) dalle morosità senza giustificazione, quelle cioè di chi da anni non paga nulla e continua ad usare gli immobili come fossero loro. Equiparazione che a nostro avviso offende coloro che sono realmente in una situazione di crisi e vorrebbero trovare con il locatore una soluzione bonaria. Siamo comunque consapevoli della gravità del momento, difficile e delicato per tutti, nel quale, va sottolineato, sono pochi, pochissimi, i locatori che intendono procedere allo sfratto di famiglie che non riescono più a far fronte al pagamento dell’affitto e, in molti casi, delle spese condominiali (alle quali fanno fronte spesso gli stessi locatori). Una scelta nei confronti della quale lo Stato meglio avrebbe fatto a pensare ad una “graduazione” delle esecuzioni, così come ad introdurre delle compensazioni ai locatori che non intendono sfrattare i loro inquilini estese a tutti, non ai soli comuni ad alta tensione abitativa, scelta che, ancora una volta, effettua ingiustificate discriminazioni. Da ultimo, riteniamo che quello dell’esecuzione degli sfratti, sia un tema sociale di estrema importanza ed altrettanta delicatezza, che avrebbe dovuto essere discusso in ben altra sede che non in un decreto come il mille-proroghe. Per questo nelle prossime settimane CONFABITARE indirizzerà al Governo ed ai Gruppi parlamentari una proposta di graduazione degli sfratti per morosità che tuteli realmente, non a parole, le morosità incolpevoli, senza dare più alibi a chi, invece, non paga da anni. Il Governo deve rendersi conto che su temi così importanti dal punto di vista sociale, che rischiano – a colpi di DPCM – di entrare in contrasto con i principi costituzionali di pari dignità ed uguaglianza davanti alla legge e con il principio di tutela e garanzia della proprietà privata, non si può procedere sempre privilegiando gli uni a danno degli altri, stabilendo che esistono cittadini di serie “A” e cittadini di serie “B” e scaricando una parte del welfare sui proprietari che non sono né possono diventare i “servizi sociali” al posto dello Stato e dei Comuni. Per questo stiamo valutando ogni possibile azione, nelle sedi opportune, a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti ai proprietari immobiliari. Perché un atto a valenza “amministrativa” qual è il DPCM non può e non deve essere usato per scavalcare la nostra Costituzione. Alberto Zanni Presidente nazionale Confabitare

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