Il coraggio di Fedez

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di Sergio Fanti

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Rimarrà nella storia come “il discorso di Fedez del Primo Maggio 2021”.

Fedez ha avuto la prontezza, l’intraprendenza e il coraggio di dire cose più che legittime in un regime democratico. Chi fa politica non deve assolutamente permettersi di pronunciare frasi come quelle denunciate da Fedez, vale a dire frasi di odio e di violenza, assolutamente intollerabili, e non è questione di politicamente corretto.

Fedez è stato un lampo di vita in un panorama addormentato di canzoni inutili e di personaggi opportunisti. In questo deserto totale c’è voluto Fedez per dire qualcosa che si possa etichettare “di sinistra”. I cantautori – vecchi o giovani che siano – sono troppo intenti da anni a non sbilanciarsi per timore di perdere qualche vendita. Vogliono piacere a tutti e non perdere alcuna fetta del cosiddetto pubblico. Ma se uno esprime delle idee non può piacere a tutti. Fedez ha dato una lezione memorabile a tutti gli artisti fintamente non allineati al sistema. I detrattori sostengono che si sia trattato di una furba mossa di marketing per acchiappare nuovi consensi . Sicuramente Fedez è stato pronto di spirito al punto da farsi fare il video in cui riceve la telefonata della Rai, ma i fatti sono inoppugnabili: gli è stato chiesto chiaramente di togliere nomi cognomi e citazioni, e di adeguarsi al sistema (testuale), trattandosi di un testo editorialmente sconveniente e inopportuno. Ha risposto in maniera magistrale alle striscianti “quasi-imposizioni” e ha dimostrato dignità e consapevolezza nel suo ruolo. Poi, che sia ricchissimo, che abiti in un super-attico fantascientifico, ecc.ecc.ecc. sono cose che non c’entrano. Fedez ha ricevuto una telefonata vergognosa (per uno stato democratico), e ha risposto per le rime, ponendo la semplicissima domanda “lo posso fare o no?” a cui non ha ricevuto risposta. Un regime dichiarato avrebbe applicato la censura in maniera limpida e trasparente.

Per inciso, comprendo anche l’imbarazzo e i tentativi dei funzionari Rai nel dissuadere Fedez. Per non avere grane loro, per non avere seccature, per rimanere incollati alla poltrona senza troppi disturbi. Certo che qualcosa stona: una Rai 3 che organizza il concertone del Primo Maggio, una festa in onore dei diritti umani, una festa di ribellione e quest’anno pure di ripartenza, e poi si comporta da Democrazia Cristiana imbalsamata di 50 o 60 anni fa. Va anche detto – per doverosa prudenza – che Fedez ha pubblicato un montaggio della telefonata, e si sa che in queste cose la versione integrale può cambiare equilibri e significati. Inoltre, rimane da verificare se quanto denunciato da Fedez siano frasi davvero pronunciate pubblicamente da istituzioni politiche.

Nel torpore generalizzato di cantanti che trasgrediscono col look ma non coi contenuti, Fedez ha avuto la prontezza di chi è ancora vivo ed è stato di lezione a tanti finti rivoltosi, che non sono disposti a rischiare nulla per le proprie idee.

Uno che dicesse: “Mi assumo tutte le responsabilità di tutto ciò che dico e faccio” mancava da tanto, troppo tempo. Nessun politico è in grado di dire questa semplice frase. Ci voleva Fedez.

foto tratta da repubblica.it

“raccontare la musica” Cantautore e compositore bolognese, è un profondo conoscitore della musica cantautorale italiana. Ha recentemente messo in scena alcuni lavori teatrali riguardanti i cantautori genovesi degli anni ’60.