Il 25 aprile nell’era della “cancel culture”

È fatta! Finalmente l’ultimo tassello è al suo posto. L’ultimo tabù è stato infranto definitivamente. Anche la Resistenza è “cosa loro”. Nato ed Europa hanno deciso che i veri partigiani sono quelli che appoggiano un governo che ha inglobato gruppi nazisti nel proprio esercito, nazisti diventati come per incanto combattenti per la libertà, dediti a letture filosofiche impegnate.

E se poi sono gli epigoni di quelli che hanno compiuto un vero genocidio, non quello fasullo di cui ci parla il prode Zelensky, che non sa distinguere un genocidio da un crimine di guerra, che ci fa! Quegli ipocriti e venduti che qualche mese fa “onoravano” la memoria di Gino Strada che aveva conosciuto le guerre sul campo, non come tanti politici e giornalisti con l’elmetto che comodamente seduti pontificano su quali sono le guerre giuste e quelle sbagliate, oggi attaccano l’ANPI che si è permessa di richiamare tutti al rispetto del principio sancito dalla Costituzione Italiana che afferma che “l’Italia ripudia la guerra”. 

Ci aspettiamo adesso che qualcuno dalle pagine di qualche giornale “democratico” ci convinca che la Resistenza forse si poteva pure evitare e che era meglio tenerci il fascismo che tanto “ha fatto anche cose buone”. Certo, se doveva finire così, se anche scrivere questo articolo è diventato sinonimo di collusione col nemico, rappresentato in questo caso dalla nostra Carta costituzionale, beh! allora che ci hanno fatto a fare la guerra partigiana tanti uomini e tante donne che credevano nella libertà e nella democrazia?