Come fare a spiegare gli schizofrenici comportamenti dei politici dell’Occidente che fingono di non vedere o si girano dall’altra parte quando le cose non vanno per il verso da loro desiderato. Prendiamo le rivoluzioni colorate. Tutte preparate ad hoc per sostituire regimi sgraditi all’Occidente che, spesso, approfittando della scarsa o nulla liquidità di questi paesi li tiene sotto scacco con i prestiti della Banca Mondiale e del FMI (Dio li abbia in gloria!), bracci armati del turbocapitalismo. Ma, a quanto pare i giochini cui eravamo abituati ed affezionati non riescono più tanto bene, se è vero come è vero che in Africa la presenza francese è stata drasticamente ridotta in seguito a proteste e a veri colpi di Stato. (Per informazioni più dettagliate chiedere a Macron). Ma, ed è questa la narrazione cui ci hanno abituati, tutto quello che abbiamo fatto e che facciamo lo abbiamo fatto e lo facciamo sempre per il loro bene, nel nome di quella democrazia, di cui andiamo fieri, anche se non ci ricordiamo più perché. (Per informazioni più dettagliate chiedere a Rampini). A questo proposito nessuno può immaginare il bene che stiamo facendo alla Romania che, senza il nostro permesso, ha osato eleggere un presidente filorusso, facendo partire incredibili accuse di intromissione della Russia nelle elezioni addirittura attraverso TikTok che, rinomatamente, è da sempre alla base dei brogli elettorali che si perpetrano in tutto il globo terracqueo. Poi, in un paese “amico” come la Turchia, parte una sacrosanta protesta spontanea, una volta tanto non voluta né organizzata dall’Occidente “democratico”, e quelli che si indignavano per i modi barbari con cui venivano soffocate le rivoluzioni colorate d’un tratto tacciono e, di primo acchito, non capisci perché. Poi ci pensi e dici: ma certo! La vera democrazia è quella che esportiamo “noi”, a nessuno venga in mente di invocarla perché solo “noi” ne possediamo il copyright.