I padroni della lingua

Chi sono i padroni della lingua? I parlanti, of course!

Esiste, però, una parola il cui uso, a detta di qualcuno, debba essere interdetto ai parlanti eccetto che a uno sparuto gruppo che se ne è intestato la proprietà. Mi riferisco alla parola “genocidio” che all’origine è stata coniata dal giurista ebreo-polacco Lemkin per indicare lo sterminio degli ebrei. Successivamente nel 1948 le Nazioni Unite adottarono il termine per indicare un piano per l’eliminazione di un popolo. Via via esso è stato maggiormente specificato nel suo significato sia per distinguerlo dai crimini di guerra sia per permettere al TPI ed alla Corte Internazionale di Giustizia di individuare con esattezza i casi  in cui tale pratica viene attivata.

Infatti senza che nessuno si indigni oggi parliamo di genocidio degli armeni, del Ruanda e, anche se qualcuno vorrebbe impedirlo, di genocidio dei palestinesi.

Se costoro, invece di attaccare chi usa questo termine per stigmatizzare il comportamento di Israele, si adoperassero per trovare il modo di fermare questa operazione disumana renderebbero di certo un buon servizio alla causa mediorientale ed alla ricerca di pace e giustizia nel mondo.